Il ritratto di Dorian Gray
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«Il ritratto di Dorian Gray» è la raffinata storia di un ricco e avvenente scapolo impenitente, amante del lusso e della bellezza, che professava la filosofia dell’edonismo e viveva esclusivamente per i piaceri. Tuttavia, la ferita dell’anima e il dramma della vita non risparmiarono questo bel giovane presuntuoso. Perciò, per fuggire dai tormenti e dalle sofferenze interiori, era costretto a rifugiarsi nelle tenute di campagna, con le loro sontuose tavole imbandite, nei covi d’oppio alla periferia della città, nei quartieri malfamati popolati da ragazze di strada, e a trascorrere la vita in compagnia di dandy vanitosi che cercavano di imitare in tutto il loro idolo, Dorian. Il romanzo è uno dei testi fondativi della prosa decadente fin de siècle, insieme a «Controcorrente» di Joris-Karl Huysmans, «Il piacere» di Gabriele d’Annunzio e «Le sofferenze del principe Sternenhoch» di Ladislav Klíma. Il testo è presentato sulla base del dattiloscritto del 1891, con l’indicazione dei passaggi e dei capitoli che l’autore aggiunse alla redazione definitiva, nonché dei frammenti che eliminò o sostituì.













