Parola sulla casa «Parola»
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Il poeta amava pattinare sul ghiaccio fino a tardi la notte, poi andava a scrivere. Johansen, chiassoso e gioioso, aveva due grandi cani e adorava la caccia. Pidmohylnyi, tranquillo e modesto, possedeva una bicicletta "Ucraina", che lasciava usare, ma ricordava sempre di restituirla e di non romperla.
Questi sono i ricordi di Volodymyr Kulish, figlio dello scrittore e drammaturgo Mykola Kulish. Tra le pagine di questo libro si può dare uno sguardo alla vita privata di una delle generazioni più talentuose della letteratura ucraina — gli abitanti della casa "Slovo" di Kharkiv — all’inizio degli anni ’30 del secolo scorso, in quel periodo in cui le nubi del terrore totalitario cominciavano appena a addensarsi.
Il libro è illustrato con immagini fornite dal Museo Letterario di Kharkiv.



















