I trovatori dell’impero. La letteratura russa e il colonialismo
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Da dove è «germinatof» la xenofobia russa? Quando gli esponenti della cultura russa hanno iniziato a celebrare l’aggressione contro i popoli vicini? Perché le guerre in territori altrui sono diventate una pratica comune per i russi e un oggetto di romanticizzazione da parte dei loro classici? In che modo le narrazioni imperiali di conquista sono diventate una parte inseparabile della cosiddetta «grande cultura russa» e perché l’Occidente le ha accettate come qualcosa di normale? Nella sua opera fondamentale, Eva Thompson ha iniziato, forse per prima, a cercare risposte a queste domande scomode. Le conclusioni dell’autrice hanno anticipato di molto i tempi e hanno dimostrato la loro attualità ancora oggi.



















